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I soggetti normoudenti ottengono numerosi benefici dall’ascolto binaurale piuttosto che monoaurale. Sentire con un solo orecchio, non solo riduce la capacità di localizzare la provenienza di un suono, ma ostacola anche la capacità di seguire una conversazione sia nel silenzio che in un ambiente rumoroso. Durante l’infanzia e l’adolescenza la perdita dell’udito da un orecchio può persino influire negativamente sullo sviluppo: studi scientifici hanno dimostrato che bambini che nascono con una sordità monolaterale hanno maggiori difficoltà sia nell’apprendimento del linguaggio, che può comparire in ritardo, sia in ambito scolastico, dove possono conseguire risultati minori rispetto ai bambini di pari età, ma con udito bilaterale( ). Inoltre, la maturazione delle aree del cervello dedicate all’udito rimane, nelle sordità di questo tipo, parzialmente deficitaria. L’udito poi, non ha solo la funzione importantissima di permettere la comunicazione attraverso il canale uditivo-verbale. Infatti, pensate di essere su un marciapiede di una strada molto frequentata e di chiudere gli occhi: sentirete intorno a voi un mare di suoni, parole e rumori. L’udito è il senso che ci dà la consapevolezza di essere immersi nel cosiddetto “bagno sonoro” che ci circonda in ogni istante della nostra vita e che ne è espressione. La binauralità è lo strumento che la Natura ci ha dato per ottimizzare questa consapevolezza, per comprendere la tridimensionalità del mondo circostante e sentirci parte di esso.  Perciò sulla binauralità si sono sempre basate tutte le terapie della ipoacusia, sia chirurgiche che audioprotesiche: due orecchie, due protesi acustiche. Oggi, nella valutazione di un potenziale candidato all’impianto cocleare, si pone grande attenzione a migliorare le capacità uditive di entrambe le orecchie. A seconda della gravità della sordità, ai pazienti viene proposta sia la stimolazione “bimodale”, ossia con impianto cocleare da un lato e protesi acustica dall’altro, sia la stimolazione bilaterale, con un impianto cocleare per lato. I due impianti cocleari possono essere messi in entrambe le orecchie durante un solo intervento chirurgico (impianto cocleare simultaneo) o con due interventi successivi (impianto cocleare sequenziale). La scelta di uno dei due metodi non ha generalmente grande importanza se non nel bambino; difatti in questo caso, affinché il sistema nervoso si sviluppi omogeneamente ed il piccolo possa avere un udito binaurale a tutti gli effetti, è meglio impiantare simultaneamente o sequenzialmente, ma con un intervallo tra un intervento e l’altro inferiore a 12 mesi( ). La restaurazione dell’udito da entrambi i lati con l’impianto cocleare si è dimostrato utile per migliorare le capacità di localizzazione della provenienza del suono( )( ) e la comprensione delle parole anche nel rumore( ), migliorando anche soggettivamente la qualità della vita del paziente. Questo è stato anche riportato dai genitori di bambini impiantati bilateralmente ( ).  Diverse obiezioni in passato ed ancora oggi vengono mosse all’impianto cocleare bilaterale. Una di esse si basa sul fatto che il posizionamento dell’impianto in entrambe le orecchie preclude definitivamente l’accesso ad eventuali nuove possibilità terapeutiche, in particolare alle cellule staminali. Questo è sicuramente uno svantaggio. Tuttavia, benché i media, incoraggiati da avventate dichiarazioni di alcuni addetti ai lavori, descrivano periodicamente in termini miracolistici alcuni risultati pur scientificamente significativi, l’accesso alla rigenerazione dei recettori dell’orecchio dalle cellule staminali è, per l’uomo, ancora distante parecchi anni( ). E’ nostra opinione che sia in genere preferibile un buon risultato subito pronto ad un incerto futuro e crediamo in particolare che un bambino che oggi nasca sordo debba avere immediato e pieno accesso alle migliori cure attualmente disponibili che, anche se non perfette, si sono dimostrate altamente efficaci oltre che scientificamente affidabili. In conclusione, l’impianto cocleare si è affermato negli ultimi 20 anni come efficace sistema di ripristino della funzione uditiva nei pazienti affetti da sordità bilaterale, quando i risultati ottenibili con le protesi acustiche non consentano una normale vita di relazione. Attualmente i pazienti candidati all’impianto cocleare vengono sempre più spesso impiantati bilateralmente per offrire loro prestazioni il più simile possibile ai normoudenti, quali capacità di localizzare e lateralizzare un suono, discriminare meglio la parola nel rumore, avere una migliore percezione del mondo circostante, permettere un normale sviluppo dei centri uditivi del cervello. Dr. Gregorio Ugazio Chirurgo Otorinolaringoiatra Litovsky RY. Development of binaural hearing processes and limitations of unilateral SNHL in children and adults. Bilateral Best Practices Symposium; Charlotte, North Carolina (USA): April 10, 2007. Offeciers E, Morera C, Mueller J et al. International consensus on bilateral cochlear implants and bimodal stimulation. Acta Otolaryngol 2005; 125: 918-9. Tyler RS, Gantz BJ, Rubinstein JT et al. Three-month results with bilateral cochlear implants. Ear Hear 2002; 23 (Suppl. 1): 80S-89S. Van Hoesel RJM and Tyler RS. Speech perception, localization and lateralization with bilateral cochlear implants. J Acoust Soc Am 2003; 113: 1617-30. Wackym PA, Runge-Samuelson CL, Firszt JB et al. More challenging speech-perception tasks demonstrate binaural benefit in bilateral cochlear implant users. Ear Hear 2007; 28 (Suppl. 2); 80S-85S. Offeciers E. Bilateral CI in congenitally deaf children, the MISA perspective. C-TEC Surgical Foundation Course; Mechlelen (Belgium): March 7-9, 2006. Cotanche D. Hair cell regeneration and stem cell transplantation as a treatment for hearing loss. Bilateral Best Practices Symposium; Charlotte, North Carolina (USA): April 10, 2007
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