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L'Impianto Cocleare Negli Adulti

Inanzitutto, Buon San Valentino!!! *smile* Indicazioni all’Impianto Cocleare L’esperienza acquisita negli anni e i buoni risultati ottenuti nei pazienti sottoposti ad impianto cocleare, ma soprattutto il miglioramento tecnologico, che è continuo, hanno portato ad una continua e progressiva evoluzione delle indicazioni all’IC e per questo è molto difficile stabilirne un limite definito. Molte società internazionali e gruppi di studio hanno elaborato criteri e linee guida per le indicazioni all’impianto cocleare. Per le indicazioni all’impianto cocleare è necessario distinguere tra i pazienti adulti ed i bambini. Indicazioni all'impianto cocleare nel paziente adulto

Nell’ambito dei pazienti adulti ci sembra opportuno affrontare separatamente quelli con sordità post-verbale e quelli con sordità pre-verbale, in quanto presentano problematiche diverse e di conseguenza, durante la procedura di selezione pre-operatoria, devono essere considerati aspetti diversi. Indicazioni all’impianto cocleare nel paziente adulto post-verbale Si ritiene candidato all’IC un paziente adulto (età > 18 anni) con sordità cocleare grave o profonda, insorta dopo l’acquisizione del linguaggio (sordità post-verbale), che trae uno scarso beneficio dall’uso delle protesi acustiche tradizionali, in termini di discriminazione verbale, ovvero che presenta una percentuale di riconoscimento di parole in lista aperta (senza conoscere la lista) ed in sola modalità uditiva, inferiore al 50%, nella migliore condizione di protesizzazione acustica, con rumore competitivo con S/R +10 dB.

Più recentemente alcuni gruppi hanno spinto le indicazioni al 60% di riconoscimento in lista aperta. Il paziente deve essere ben motivato, deve conoscere le possibili complicanze chirurgiche e le implicazioni estetiche dell’impianto e deve sapere che potrebbero essere necessari nel tempo ulteriori atti chirurgici in caso di malfunzionamento dell’impianto. Variabilità dei risultati nel paziente adulto I risultati che si ottengono con l’impianto cocleare in questa categoria di pazienti, sono comunque molto variabili e sono influenzati da numerosi fattori, talvolta non completamente prevedibili in fase pre-operatoria. Tra i fattori che sembrano condizionare i risultati post-IC, uno dei più importante è la durata della deprivazione uditiva: infatti la maggior parte degli Autori sostiene che, con il perdurare della sordità, le fibre del nervo acustico e le vie acustiche centrali si impoveriscono di neuroni e di fibre e i risultati con l’IC sono più scadenti; comunque, anche dopo molti anni di deprivazione uditiva, generalmente residua una percentuale di fibre sufficiente per il funzionamento dell’IC. Per quanto riguarda l’età del paziente, oggi un limite superiore di età vero e proprio non esiste, ma questo varia, in rapporto alle condizioni di salute generale del paziente, che devono consentire di sostenere, senza rilevanti rischi un intervento chirurgico, alle capacità cognitive, alle motivazioni, allo stile ed alla aspettativa di vita del paziente. L’età del paziente al momento dell’impianto era considerata da alcuni autori un fattore prognostico negativo, correlato con minori risultati post-IC; più recentemente alcuni studi riportano risultati soddisfacenti anche in pazienti impiantati ad un’età avanzata e, in base ai risultati ottenuti, affermano che questa variabile non influenza in maniera rilevante i risultati.

Per quanto riguarda la causa che ha determinato la sordità, le opinioni degli autori sono discordanti, sembra comunque che la diversa eziologia non influenzi in maniera significativa il risultato. Chiaramente i casi di sordità da lesione esclusivamente cocleare, senza interessamento del nervo, come in alcune forme genetiche (es. Connexina 26), sono quelli più favorevoli, mentre ci sono alcune situazioni eziologiche, in cui è presente una lesione neurale o nelle quali può essere difficoltosa l’introduzione del multielettrodo nella coclea, che devono essere valutate con attenzione, in quanto i risultati sono variabili e talora deludenti. Tra queste la meningite, le patologie autoimmuni dell’orecchio interno (es. vasculiti), l’otosclerosi e le fratture della rocca petrosa che possono causare ossificazione o fibrosi cocleare e rendere così difficoltosa l’inserzione degli elettrodi, o nel caso della meningite e dei traumi determinare lesione neurale.

Anche in caso di malformazioni dell’orecchio interno, l’inserzione degli elettrodi può essere difficoltosa e l’intera procedura chirurgica è rischiosa (frequenti anomalie del decorso del nervo facciale, rischio di fistole liquorali). Talvolta, in questi casi, i risultati sono modesti, per la presenza di ridotti residui neurali o di una incompleta organizzazione cocleare. Vista la tendenza degli ultimi anni ad ampliare le indicazioni e ad impiantare pazienti con residui uditivi sempre migliori e con abilità uditive residue con protesi, alcuni autori hanno evidenziato una correlazione tra la presenza di residui uditivi e migliori risultati post-IC: si ritiene infatti che la presenza di residui uditivi sia correlata con un maggior numero di fibre neurali residue e che la presenza di abilità percettive con protesi, fino al momento dell’impianto, mantenga vitali e funzionali le vie acustiche centrali. Paziente adulto pre-verbale I pazienti adulti con sordità insorta in epoca pre-verbale rappresentano una categoria di pazienti che deve essere considerata a parte. Infatti, in questi pazienti, la sordità è congenita o insorta nei primi mesi o anni di vita e se non è stata attuata una terapia protesico-riabilitativa precoce, con stimolazione del canale percettivo-verbale, può aver condizionato lo sviluppo delle vie uditive centrali e delle aree corticali deputate alla percezione verbale e alla produzione del linguaggio. Da questo deriva che i risultati di un impianto cocleare in questa categoria di pazienti sono estremamente variabili e con performances più limitate e condizionate principalmente dallo sviluppo di queste strutture. Per questo motivo tra i fattori che influenzano i risultati post-impianto, in questo gruppo di pazienti, quelli più importanti sono senza dubbio la storia protesico-riabilitativa precedente all’impianto, e la modalità di comunicazione utilizzata. Infatti una sordità insorta prima o durante l’acquisizione del linguaggio, se non è seguita da una precoce ed ottimale protesizzazione acustica e da una precoce terapia logopedica di tipo oralista, priva il paziente di quegli stimoli uditivi necessari per un adeguato e completo sviluppo delle vie acustiche centrali.

In questi soggetti, l’indicazione all’impianto cocleare in età adulta va valutata attentamente, caso per caso, tenendo conto principalmente dell’età della prima protesizzazione, dell’utilizzo che il paziente ha fatto delle protesi e dei risultati protesici, del tipo di riabilitazione logopedica seguita, della presenza o meno di residui uditivi, dello sviluppo del linguaggio ottenuto dal paziente e delle capacità percettive sviluppate. Inoltre nell’ambito di questa categoria di pazienti, quelli con una sordità pre-verbale, che siano stati precocemente protesizzati e che abbiano riportato buoni risultati uditivi e comunicativi con protesi acustiche e nei quali in seguito si è verificata una progressione dell’ipoacusia, sono pazienti che possono raggiungere, con l’impianto risultati migliori e talora vicini a quelli raggiunti dagli adulti post-verbali, in quanto è stato possibile il verificarsi di uno sviluppo delle vie uditive centrali e delle aree corticali deputate alla percezione verbale e al linguaggio. Una estrema cautela deve essere riservata agli individui adulti con ipoacusia neurosensoriale profonda insorta in epoca pre-linguale, che non hanno presentato un significativo beneficio con protesi tradizionali.

Sebbene anche questi pazienti non rappresentino una controindicazione assoluta all’impianto cocleare, i risultati spesso si limitano alla detezione dei rumori ambientali, con scarse capacità discriminative verbali. Nel complesso, nel paziente adulto pre-linguale la decisione per l’esecuzione di un IC deve essere presa con estrema cautela e individualizzata: i principali fattori che devono essere considerati sono la storia protesico-riabilitativa, i risultati protesici, le abilità uditive residue e lo sviluppo del linguaggio.

Inoltre riteniamo che in questi pazienti siano estremamente importanti altri aspetti non strettamente audiologici, come quelli psicologici, le motivazioni e le aspettative, che spesso non sono adeguate ai risultati ottenibili, la disponibilità ad un lungo periodo riabilitativo. In conclusione le indicazioni all’impianto cocleare nel paziente adulto sono rappresentate da: Sordità cocleare sordità grave o profonda bilaterale; percentuale di riconoscimento di parole in lista aperta <=50% nelle migliori condizioni di protesizzazione, con rumore competitivo con S/R +10 e senza l’ausilio della labiolettura; insorgenza sia in epoca pre- che post-linguale; non controindicazioni generali all’intervento o alla procedura.

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Tuo Figlio Sente al Telefono Con L'Impianto Cocleare?

Un mese dopo l'attivazione dell'impianto cocleare, Jordan ci ha chiamato da casa della mia suocera. Ha sentito per la prima volta le nostre voci al telefono - cosa che non era possibile con gli apparecchi acustici, infatti odiava il telefono. Invece con l'impianto cocleare ci sentiva via telefono. Mia suocera ha immortalato con una bellissima foto quel momento dove lui sorrideva mentre ci parlava. Ci ha tenuto al telefono venti minuti, poi ha continuato a richiamarci per almeno quindici volte quella sera, era rimasta così meravigliata.

Anche noi... Adesso, non ci faccio nemmeno più caso a tante di queste cose incredibili perchè in casa nostra fanno parte della normalità - sul forum SOL un uomo mi ha chiesto se, dopo aver fatto l'intervento, riuscirà a sentire le voci al telefono. Questo io non lo posso sapere, anche perchè dipende da molti fattori - ogni persona è un caso clinico a parte. Però posso consigliarvi di prendere appuntamento con l'audiologo di un centro dove fanno l'intervento e di informarvi. Nel frattempo, vi presento Brook che parla al telefono con i suoi nonni...

 

 

 

e Josh Swiller che parla al telefono con suo amico Jere in Zambia...

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Ai Genitori: Forza e Corraggio!

I genitori reagiscono in modi diversi alla scoperta che il loro bambino è affetto da perdita uditiva. Diniego, ira, tristezza e paura sono tutte reazioni comuni. La maggior parte di noi piange. Come reagiamo alla diagnosi dipende da molti fattori che sono unici a noi e alla nostra famiglia. Con l’andare del tempo queste forti sensazioni si stemperano. Impariamo ad accettare la situazione e a dedicarci alle normali attività della vita — e formuliamo una prospettiva sul ruolo della sordità nella nostra vita. Vi saranno ancora momenti di tristezza o dolore — questo fa parte dell’essere genitori premurosi.

Avere un bambino affetto da perdita uditiva ha ripercussioni su tutta la famiglia. I genitori potrebbero svolgere il nuovo ruolo in modi diversi. Potrebbero provare sensazioni diverse e reagire in modo diverso. Parlate al vostro partner delle sensazioni che provate e siate consci anche delle sue esigenze. Può essere utile condividere le vostre sensazioni con familiari ed amici che amate e di cui vi fidate. L’essere onesti con familiari ed amici li aiuterà a capire che non c’è nulla di male a parlare del vostro bambino e della sua perdita uditiva e aiuterà voi a far meglio fronte alla situazione. Se avete altri figli, siate consci delle loro sensazioni e delle loro esigenze.

Voi siete il centro dell’universo del vostro bambino ed è importante che prendiate cura di voi stessi nell’arco dei prossimi mesi. Cercate di dormire a sufficienza; consumate pasti sani e fate degli esercizi fisici a scadenza regolare. Una passeggiata tutti i giorni fa bene a voi e al vostro bambino!

Organizzatevi!!

Due raccoglitori a spirale — uno per i risultati dei test e referti del bambino e l’altro per informazioni su perdita uditiva, servizi, ecc.

Un porta-biglietti da visita— chiedete ad ogni persona che incontrate il suo biglietto da visita in modo da avere a portata di mano i numeri utili per contattarla.

Vi servirannoUn calendario — avrete molti appuntamenti nell’arco dei prossimi mesi. Ricordate di includere il tempo per un caffé con gli amici e un pasto con i familiari (e lasciate che cucinino loro!).

Un diario — tenete degli appunti. Spesso dimentichiamo cosa ci viene detto quando siamo stressati e vale la pena fare degli appunti. Tenete un resoconto scritto di appuntamenti e telefonate, ecc. Possono essere succinti ma pur sempre utili. Molti genitori trovano che può essere utile annotare i propri pensieri e le proprie sensazioni...magari sotto forma di BLOG!!!

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Parole e Segni

Definizione di “Sordo”

Con la legge n. 95 del 2006, il termine “sordomuto” viene abolito e sostituito da “sordo”. Che è colui che non ha potuto acquisire il linguaggio naturalmente. Si riconosce che il “sordo” può parlare anche benissimo, ma resta sordo: ciò che conta è che non abbia potuto farlo normalmente. Questo dà diritto al “riconoscimento” e quindi a tutti i diritti conseguenti.

Prima di iniziare, vorrei dire che ho creato questo blog non solo per offrirvi delle risorse, ma anche per aprire un dialogo. In ogni post viene data la possibilità di lasciare un commento o cinquanta se volete in modo tale che possiate interagire, dire la vostra, oppure farmi qualche domanda se avete bisogno delle informazioni. Sono a vostra disposizione. Pertanto, per lasciare un commento, cliccate sulla parola commenti alla base del post, scrivete il vostro parere e poi potete decidere se creare un'identità o rimanere anonimi.

In questo modo chiunque abbia avuto un'esperienza, nell'ambito della sordità, la può condividere - può essere, per esempio, l'esperienza dal punto di vista di un genitore udente di un bambino sordo oppure un adulto sordo che racconta il suo percorso e la sua storia. In Italia, siamo ancora molto indietro, rispetto ad altre realtà, come ad esempio quella degli Stati Uniti, nell'uso di internet come strumento per mettere a conoscenza e condividere le varie esperienze e come fonte di informazione sull'argomento. E' attraverso la condivisione delle esperienze che internet può diventare anche un importante strumento di aggregazione, dove ognuno può far sentire la propria voce e dove tutti possono aumentare la conoscenza sull'argomento sordità.

Sul mio blog in inglese, in uno degli ultimi post che ho pubblicato, sono stati lasciati 175 commenti. Argomento del post era la proposta di costruire "un ponte" fra i sordi che utilizzano il linguaggio dei segni e quelli che utilizzano il metodo orale. C'è chi crede nell'uso dei segni e chi non crede.

In Italia, la situazione non è diversa. Sul forum sorditaonline, è stato scritto questo:

Discriminare all'interno dei sordi quelli segnanti da quelli oralisti e da quelli impiantati stabilendo delle gerarchie non mi sembra giustificabile. E' ovvio che le problematiche sono diverse ma ciò non ha nulla a che vedere con il valore delle persone e con la loro cultura individuale.

Questa è una delle risposte:

Ho frequentato i sordi di ogni tipo: sordi segnanti, sordastri, sordi oralisti, sordi impiantati, audiolesi, ecc. Perciò mi è impossibile elencare i numerosi esempi in cui ho notato forme di discriminazione, avendo alle spalle più di 40 anni di esperienza nel mondo dei sordi. L'ho vista e la vedo ancora con i miei occhi in certe circostanze e ripeto che mi sembra un fenomeno "molto poco colto", nel senso che dimostra scarsa comprensione e sensibilità e non aiuta nel complesso a superare i limiti che tutti i sordi hanno e ad aiutarci reciprocamente. Non ho altro da aggiungere, mi sembra di essere stata sufficientemente chiara. Poi ognuno può pensare come vuole in base alle proprie esperienze personali.

Solo aprendo un dialogo produttivo possiamo imparare uno dall'altro...

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Adorabilissimo...

Vi presento Jeremy...la sua mamma ha deciso di ritornare all'Università per diventare audiologa!

 *SMILE*

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