Area Pubblica

La riabilitazione e la riprogrammazione

Il processo di riabilitazione è necessario per  imparare a interpretare i nuovi suoni percepiti grazie all’impianto cocleare.

In questa fase riveste grande importanza la fase logopedia, infatti mano a mano che aumenta questa abilità è necessario modificare la mappa.

L’impianto cocleare è l’inizio di un percorso che permette di uscire dalla sordità. Questo cammino non è semplice, ma con il supporto dei propri cari e dei professionisti clinici, può portare al raggiungimento di ottimi risultati e grandi soddisfazioni. In questo ambito si colloca la riabilitazione logopedica che aiuta
l’utilizzatore dell’impianto ad appropriarsi correttamente del linguaggio parlato. Per prevenire e ridurre l’handicap, che potrebbe derivare da un mancato o ridotto apprendimento del linguaggio parlato, è necessario che il bambino sia inserito il più presto possibile in un programma di logopedia per l’educazione al linguaggio. Il supporto tecnologico è solo l’inizio. Per poter beneficiare dell’impianto, i
bambini, le loro famiglie ed i professionisti (logopediste, ripetitori, insegnanti di sotegno) necessitano di formazione continua e di materiale di supporto. Il dibattito sui metodi educativi e riabilitativi rivolti a persone con deficit uditivo si è storicamente centrato sulla lotta fra oralismo e gestualismo, con il sopravvento, in epoche o paesi diversi, dell’una o dell’altra tendenza.
Oggi, in Italia, la competenza linguistica verbale viene riconosciuta fondamentale per l’integrazione dell’individuo nella società e le diverse impostazioni teoriche affrontano la stessa sfida: come insegnare a parlare ai sordi profondi. A questo proposito, Cochlear Italia sta sostenendo in tutto il territorio nazionale la formazione avanzata di terapisti del linguaggio nella teoria e nella pratica della
metodica riabilitativa uditivo-verbale: Auditory-Verbal Therapy.
I progetti che Cochlear sostiene in ambito riabilitativo sono molti e si differenziano in base ai bisogni dei pazienti.
Per il paziente adulto, Cochlear propone Home Training (prossima pubblicazione su questo sito), un libro con allegati 5 cd audio, pensato proprio per facilitare l’adattamento ad una nuova modalità d’ascolto. Il libro ed i cd sono il frutto del lavoro quotidiano e dell’esperienza di professionisti dell’udito e della riabilitazione; sono stati realizzati secondo i principi dello sviluppo linguistico tipico del bambino e, nella versione per gli adulti che qui proponiamo, secondo le esigenze del paziente post-verbale che desidera migliorare, con l’esercizio a casa, le proprie abilità di ascolto e competenze verbali.

Inoltre, Cochlear collabora con organismi internazionali deputati al supporto di bambini e adulti con problemi uditivi, come The Ear Foundation, con cui organizza corsi per i genitori di bambini sordi, approfondisce tematiche cliniche e sociali inerenti la sordità, diffonde opuscoli informativi e materiale
logopedico di supporto, come la traduzione del pacchetto NEAP, contenente test per la valutazione delle abilità percettive e di linguaggio in bambini di età anche inferiore ai due anni.
Per l’età pediatrica, Cochlear propone la versione italiana (prossima pubblicazione e vendita) del pacchetto Small Talk. Si tratta di un pacchetto multimediale (opuscolo, dvd e calamite pro-memoria)
nato dalla collaborazione tra Clare Sheridan di Cochlear Europa e Suzanne Harrigan di The Ear Foundation. Small Talk ha lo scopo di informare e rassicurare i genitori che hanno appena ricevuto la diagnosi di sordità del loro bambino, illustrando come possono fare per utilizzare lo stile comunicativo più adatto a sostenere lo sviluppo linguistico. E’ uno strumento estremamente utile al genitore come al terapista, i quali possono osservare i filmati del dvd e discuterne insieme, fissare degli obiettivi di
apprendimento per il bambino e pianificare le attività da svolgere a casa durante la settimana, per poi monitorare i progressi durante la sessione terapeutica. Il libricino contiene istruzioni e suggerimenti semplici ma che si rivelano fondamentali nell’interazione con un bambino piccolo sordo, che magari sta per ricevere, o ha da poco ricevuto, il suo impianto cocleare.